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percorsi

Cavalieri risonanti


Il cavaliere è il tema-principe di Marino Marini, un soggetto che lo accompagna per tutta la sua attività e attraverso il quale l’artista esprime se stesso e la propria visione del mondo. Cavalli e cavalieri di periodi diversi manifestano - attraverso lo stile, le forme e la resa della superficie - pensieri e stati d’animo assai differenti. E se all’osservazione delle sculture si affiancasse un intervento sonoro, l’incontro con l’opera d’arte potrebbe essere più ricco e fecondo?


Il percorso nel museo prevede l’analisi di alcuni Cavalli e Cavalieri di Marino Marini non solo dal punto di vista visivo, ma anche uditivo, grazie a una serie di “installazioni sonore” che propongono strutture musicali create appositamente in relazione alle opere. Questi elementi sonori sono stati realizzati da TempoReale, il centro di produzione, ricerca e didattica musicale creato nel 1987 da Luciano Berio, noto compositore di musica contemporanea. Le installazioni sonore nel museo hanno dunque lo scopo di sottolineare il carattere emotivo delle opere selezionate e contribuiscono a conferire a ciascuna scultura una maggiore forza evocativa ed espressiva.


Attraverso le suggestioni sonore si intende quindi intraprendere un percorso interdisciplinare nel museo dove arte e musica, ciascuna con le proprie peculiarità ma in un dialogo continuo, contribuiscono a trasmettere emozioni ai giovani visitatori e a farli riflettere sulle molteplici possibilità dell’azione creativa.

Un colore tutto mio


Il colore è un elemento che qualifica gli oggetti e la realtà circostante. Ma il colore non è solo un fenomeno naturale, è piuttosto una costruzione culturale complessa: se ci viene chiesto il significato delle parole rosso, blu, bianco, noi indichiamo subito le cose che hanno quei colori ma la nostra capacità di spiegare i significati di queste parole non va oltre!


Il colore ha dunque, da sempre, una dimensione simbolica, ed è portatore di un significato ulteriore. Indagare l’uso e il significato espressivo del colore nell’arte, e in particolare nell’arte moderna e contemporanea, è l’obiettivo principale di questo nuovo percorso del Museo Marino Marini, che nel titolo dichiara il suo debito nei confronti di Leo Lionni, grande autore di libri per l’infanzia. L’artista pisotiese, noto soprattutto per le sue sculture, ha esordito come pittore e ha continuato a dipingere lungo il corso della sua attività. Al tempo stesso molte sue sculture sono policrome ed esibiscono tracce di colore sulla superficie, che non inseguono un obiettivo realistico quanto piuttosto intendono sottolineare e arricchire l’espressività delle opere. Quando Marino dichiara: “ho sempre sentito il bisogno di dipingere e mai comincio una scultura senza prima averne colto pittoricamente l’essenza”, ci fa capire come il colore sia alla base di tutta la sua arte.


Da come Marino interpreta e usa l’elemento cromatico a una riflessione personale sui colori e sui significati che ciascuno gli attribuisce il passo è breve; nel laboratorio bambini e ragazzi scoprono le infinite possibilità espressive del gesto e del colore. Il colore è emozione, trasmette sensazioni e comunica stati d’animo: questo percorso esplora e fa “esplodere” le potenzialità dei segni e dei colori, grandi motori dell’espressività artistica, mirando al piacere di utilizzare un linguaggio espressivo con una consapevolezza nuova e ricca di nuovi significati.

Occhi in viaggio


Dal 19 gennaio al 6 aprile 2013 il Museo Marino Marini ospita una mostra sulla collezione di una coppia di appassionati d'arte contemporanea (“The player. Viaggio nelle passioni contemporanee): anni di letture, di viaggi, di passione per l'arte e per gli artisti hanno posto le condizioni per la creazione di un’importante raccolta che al museo viene presentata con un taglio particolare, incentrato sulla poetica del viaggio.


Artisti internazionali sono i protagonisti di un viaggio attorno alle meraviglie del pianeta, per metterci di fronte a paesaggi di diversi continenti, modi di vedere e interpretare il tema del viaggio come scoperta ed elemento di crescita personale, in grado di soddisfare l’innata curiosità degli essere umani. Altre opere ci pongono interrogativi su come il viaggio sia possibilità, o desiderio impossibile da esaudire, su come le persone immaginano le differenti versioni e visioni di viaggi, su come il tempo e la vita siano essi stessi il più importante viaggio che possiamo e dobbiamo compiere.


Bambini e ragazzi saranno invitati a esplorare le opere in mostra per compiere un viaggio fantastico intorno al mondo con gli occhi, con la mente e con il cuore: in fondo, leggere, ascoltare musica, collezionare o vedere arte, prendere o essere parte delle molteplici manifestazioni dei linguaggi artistici è il modo più semplice e migliore per viaggiare rimanendo fermi!

giocolieri e ballerine


questo itinerario, che prende avvio da uno dei temi più amati da marino marini, indaga il movimento e la gestualità come mezzi per esprimere stati d’animo diversi.


giocolieri in equilibrio instabile e ballerine che danzano sulle punte sono i personaggi del teatro immaginato da marino e al tempo stesso rappresentano visivamente la sua concezione dell’esistenza artistica e della femminilità.


fil di ferro, carta velina, fili di lana e altri materiali leggeri sono gli elementi a disposizione nel laboratorio per creare piccole sculture dinamiche e mobili capaci di cogliere l’essenza del movimento e interrogarsi sui suoi significati

statue parlanti


Cosa succede se all’improvviso una statua comincia a parlare? E se la vicina le risponde? Questo accade nel percorso Statue parlanti in cui alcuni dialoghi scritti da Roberto Piumini, noto autore per l’infanzia, possono essere ascoltati grazie a postazioni sonore appositamente predisposte.


Questo itinerario, che propone una riflessione sulle dinamiche della creazione artistica, è strettamente legato al libro Figure con parole ideato dal Dipartimento Educativo del Museo Marino Marini e scritto da Roberto Piumini.


L’ascolto delle voci delle statue arricchisce l’esperienza emotiva dei visitatori di nuove e potenti suggestioni e offre loro lo spunto per una rielaborazione personale grafica e narrativa.

vietato non toccare


al museo, tutti lo sanno, è vietato toccare. in questo percorso però non solo toccare le opere è consentito, ma il tatto diventa il senso privilegiato per comprendere l’opera d’arte nella sua matericità.


ispirata ai laboratori tattili di bruno munari, questa proposta prevede l’analisi di alcune sculture di marino marini a partire dalla superficie e dal materiale. accarezzare le opere, farle suonare, osservarle con lenti di ingrandimento sono alcune delle esperienze che l’attività propone.


nel laboratorio i bambini sono stimolati a realizzare una tavola tattile avendo a disposizione una varietà di materiali per esplorarne le caratteristiche sensoriali, dal ruvido al liscio, dal freddo al caldo, dal morbido al duro.

tratti e ritratti


nell’arte di marino il ritratto ha grande importanza poiché è usato come strumento di lettura dell’essere umano; le opere non solo restituiscono i tratti peculiari di ciascun personaggio, ma ne definiscono le caratteristiche interiori.


sul doppio filo della resa dei tratti fisionomici e della profondità psicologica dei volti delle statue si dipana il percorso nel museo. dalle sculture a noi e ai nostri volti il passo è breve e attraverso giochi di mimica il percorso sviluppa la consapevolezza di sé.


la realizzazione di un autoritratto con la creta offre infine l’opportunità di mettersi alla prova e trasformare la materia in una forma espressiva.