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mostre in corso

MASSIMO BARTOLINI

A cura di Alberto Salvadori

11 gennaio - 7 marzo 2015


Il Museo Marino Marini inaugura il programma espositivo del 2015, sabato 10 gennaio, con la personale di Massimo Bartolini curata da Alberto Salvadori. L’artista toscano ha elaborato un percorso di opere che trovano in Marino Marini e Leon Battista Alberti il loro punto di incontro e la loro sorgente di riflessione. La mostra, come afferma Bartolini stesso, è fatta in loro presenza, generando nuovi lavori e portando al museo testimonianze di un percorso e di una ricerca sulla scultura seguita nel tempo.


L’esposizione si apre all’interno della Cappella Rucellai con Revolutionary monk, riproduzione di un monaco birmano nella posizione del Bodhisattva, cioè colui che sta a cavallo tra religione e laicità, intesa questa come condizione di presenza attiva nella dimensione sociale, assimilabile all'attività dell’Alberti il quale è stato uno dei più importanti intellettuali del Rinascimento che attualizzò il linguaggio dell’antichità, ovvero rese contemporanea la classicità. Alberti ha realizzato opere che testimoniano una nuova idea di rapporto tra arte e società, in una ieratica manifestazione di equilibrio tra pensiero antico e rinascimentale. Il monaco, con la sua rotazione, interrompe, senza però turbarlo, l’equilibrio tra queste due parti, infondendo nuova energia all’interno di un sistema chiuso come quello della cappella dell’Alberti.


Altro intervento, questo di accostamento, è Airplane che gioca sull’identità del linguaggio formale e della materia. L’opera è un basamento di marmo statuario, la cui faccia superiore ha in se un bassorilievo geometrico che riproduce un aeroplano di carta dispiegato, una lavorazione che evidenzia la preziosità della materia, in dialogo con le tarsie del sepolcro.


Sempre nella Cappella Rucellai una persona del museo, indosserà la sera della vernice, My fifth hommage, due preziosi orecchini in oro facenti parte della serie di opere “Omaggi”. Gli orecchini, fusioni in oro di tappi di cera usati dall’artista stesso, rimandano al silenzio costruito dalla cappella e all’astrazione matematica che questo spazio definisce.


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Al piano inferiore del Museo si trova un lavoro che propone un altro modo di fare una scultura, con l'aiuto di due grandi artisti quali Marini e Constable. Utilizzando le nuove tecnologie usate in architettura, si è fatta una scansione 3d della statua di Marini Il Giocoliere, titolo anche dell’opera di Bartolini, della quale si sono trattenute stampandole su carta, le “nuvole” di coordinate sotto forma di 6 numeri per ogni punto rilevato, per un totale di 77 m2 di numeri corpo 4. Il gruppo di coordinate numeriche, chiamate in gergo “nuvole di numeri”, è stato sovrapposto alle opere  "Studi di nuvole di Constable". Nuvole di numeri su Studi di nuvole. La stampa di questa sovrapposizione si rende visibile in 11 fogli di 75x1000 cm che verranno installati, come le affissioni pubbliche, sul fronte e sul retro di un grande muro costruito al centro della cripta del Museo. Ancora una volta l‘artista vuole mettere a confronto la complessità che si nasconde dietro la facile riproducibilità con l'immediatezza irriproducibile del gesto, interrompendo a metà il processo di replica (la scansione non diventerà mai una replica fisica della statua). “La riproducibilità al suo inizio non era che paura della perdita, perdita che presiede a ciò che per la manualità è uno dei più grandi valori: la mutevolezza”.


Nascosta ed introdotta dal muro del Giocoliere, appare un’altra riflessione sulla scultura, stavolta sotto forma di azione: due persone si appropriano e leggono, alternandosi, un testo fondamentale per la storia dell’arte del ‘900, Scultura lingua morta di Arturo Martini, grande artista italiano al quale Marino Marini deve molto, e del quale fu successore alla cattedra di scultura a Monza. Le due persone leggendo lo stesso libro, una ad alta voce l’altra in silenzio, ci mettono di fronte al doppio registro dell’invettiva da una parte e dell’analisi interiore dall’altra, tema centrale del testo.

Questa azione si svolge sullo sfondo ad un lavoro audio diffuso nella cripta che ha per titolo Petites esquisses d' arbres, una parafrasi di un titolo di una serie di sonate per pianoforte chiamate Petites Esquisses d' Oiseux di Olivier Messian. L’artista ha registrato il rumore del vento tra gli alberi del suo studio e della casa - alberi che sono oggetto dal 1995 di numerosi disegni - al vento di ogni albero è stata poi assegnata una nota e sovrapposta alle note e agli intervalli dei tre brani della sonata per piano di Messiaen, la quale talvolta echeggia in lontananza: “Mi piaceva fare un disegno in un altro modo, pensare che degli alberi facessero il verso agli uccelli tramite il ponte di Messiaen e che il vento sia armonia”.


La mostra è prodotta dal Museo Marino Marini di Firenze con il supporto di Regione Toscana, OAC Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Si ringrazia per la preziosa collaborazione la Galleria Massimo De Carlo, Milano\Londra.



ph dario Lasagni

20 febbraio 2015

Accadrà Domani

Un archivio aperto di libri d’artista contemporanei selezionati da Gregorio Magnani


20 febbraio - 9 maggio , 2015

inaugurazione venerdì 20 febbraio, ore 19.00


La mostra è dedicata alla fase più recente nella storia dei libri d’artista: opere d’arte che assumono il formato e i modi specifici di distribuzione e fruizione del libro. Non libri che rappresentano l’arte ma opere d’arte che esistono esclusivamente attraverso il formato del libro.

Tutti i libri selezionati, molti in edizione unica o limitatissima, sono pubblicati direttamente dagli artisti che li hanno creati o da piccolissimi editori specializzati. Ciascuno partecipa ad un’economia minima i cui modi di produzione, canali di distribuzione e pubblico, contribuiscono a creare e rafforzare il contenuto dei libri stessi.


Per la mostra di Firenze, la terza dell’archivio di Accadrà Domani, dopo le recenti a Londra presso Corvi-Mora Gallery a Londra e Arists Space a New York, la selezione delle opere in mostra sceglie come tema i diversi modi in cui i libri occupano, condensano, attivano, infiltrano, o esplodono lo spazio. Libri-scultura, libri che occupano lo spazio di altri libri, o che sono invasi dallo spazio che li circonda, offrono un filo conduttore in questa esplorazione dei più recenti sviluppi del libro come modo di fare arte.


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Libri di: Anonimo, Kasper Andreasen, Diana Artus, blisterZine, Daniel Gustav Cramer, Mariana Castillo Deball, Michael Dean, Arnaud Desjardin, Johanna Drucker, Melissa Dubbin & Aaron S. Davidson, Karl Holmqvist, Takashi Homma, Brian Kennon, Louis Lüthi, Sara MacKillop, Kristen Mueller, Sophie Nys, Asher Penn, Chiara Pergola, Simon Popper, Lucy Powell, Alessandro Roma, Karin Ruggaber, Christoph Schifferli, Izet Sheshivari, Rachel Simkover, Erik Steinbrecher, Mladen Stropnik, Derek Sullivan, Nik Thoenen & Lorenzo le kou Meyr, Peter Tillessen, Erik van der Weijde, Jean-Michel Wicker



ph Dario Lasagni

20 febbraio 2015

VALERIO ROCCO ORLANDO - WHAT EDUCATION FOR MARS?

a cura di Alberto Salvadori


20 febbario - 9 maggio 2015


inaugurazione venerdì 20 febbraio, ore 19.00


Il ciclo What Education for Mars? dell'artista italiano Valerio Rocco Orlando è il tentativo di sperimentare un modello alternativo di trasmissione di conoscenza e relazione in scuole d'arte internazionali. Come Bruno Latour, nel suo libro “Vita da Laboratorio” (1979), analizza le scoperte scientifiche attraverso lo studio delle relazioni tra gli scienziati e le loro famiglie, What Education for Mars? interroga il sistema scolastico contemporaneo attraverso le relazioni tra studenti e tra studenti e insegnanti. Parafrasando “il potere non è una cosa ma una relazione” di Michel Foucault, possiamo intendere l'educazione non come una somma di contenuti ma come l'interazione tra due o più soggetti con ruoli distinti. Definendo dunque la diffusione di conoscenza all'interno della scuola come un dialogo tra individui differenti, che modello alternativo possiamo proporre?

Nel 2011 Valerio Rocco Orlando ha condotto una prima serie di laboratori in alcune classi di un liceo artistico di Roma producendo una video installazione composta da ritratti, interviste e conversazioni tra studenti che immaginano una scuola migliore. Nel 2012 questo lavoro è stato presentato all'XI Biennale de L'Avana e una seconda produzione è stata realizzata all'ISA, l'Università delle Arti di Cuba. Nel 2013 il terzo capitolo del ciclo è stato prodotto alla Valley School di Bangalore in India, in collaborazione con la Krishnamurti Foundation.


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Nel 2015, l'intero ciclo, per la prima volta nella forma di installazione a tre canali, viene presentato al Museo Marino Marini di Firenze in una mostra personale curata dal direttore Alberto Salvadori. All'interno degli spazi espositivi e per tutta la durata dell'esposizione, inoltre, Valerio Rocco Orlando attiva, assieme al Dipartimento Educazione, un laboratorio aperto agli studenti delle scuole fiorentine, un'opera di partecipazione collettiva finalizzata alla realizzazione di un nuovo libro d'artista.

What Education for Mars? è un progetto realizzato con il supporto di ALA, Nomas Foundation, Ministero per i Beni e le attività culturali, Roma; Centro de Arte Contemporáneo Wifredo Lam, Bienal de la Habana, L'Avana; Krishnamurti Foundation, Bangalore.



ph Antonio Angelucci