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mostre in corso

12 dicembre 2015

Pablo Bronstein - Studi di scomposizione manierista

a cura di Alberto Salvadori e Leonardo Bigazzi

12 dicembre 2015 – 20 febbraio 2016


Il Museo Marino Marini inaugura sabato 12 dicembre la personale dell'artista Pablo Bronstein (1977), con un progetto inedito pensato e realizzato per il Museo fiorentino, a cura di Alberto Salvadori e Leonardo Bigazzi. La mostra, dal titolo Studi di scomposizione manierista, è la prima personale dell’artista in un’istituzione museale italiana.

Pablo Bronstein si misura in questo progetto su un tema a lui particolarmente caro, come da molto tempo va facendo: la rielaborazione di stilemi e concetti decorativi dell’architettura e del teatro europeo dal rinascimento ai giorni nostri. Le sue elaborazioni, formalmente concretizzate con disegni di raffinatissima fattura, istallazioni e performance, concettualizzano un tema affascinante e incontrollabile, dettato nei sui principi dalla fantasia e capacità di elaborare dati esistenti, andando a definire un’affascinante metastoria dell’architettura.


Per la mostra sarà presentata una nuova serie di disegni e maquettes sviluppate dall’artista in dialogo con il Tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti nella Cappella Rucellai, entrato a far parte del percorso di visita del Museo Marini grazie al restauro del 2013. Capolavoro del Rinascimento, progettato sul modello del Santo Sepolcro a Gerusalemme, il Tempietto fu commissionato ad Alberti da Giovanni di Paolo Rucellai e la sua costruzione fu completata nel 1467.

Nella mostra sono presenti alcuni temi fondamentali della ricerca dell’artista, e in particolare le relazioni estetiche e concettuali tra il modello e gli oggetti che derivano dal suo studio. In un gioco continuo di sovrapposizioni di stili, citazioni e confronti, Bronstein costruisce un resoconto storico immaginario dell’opera di Alberti, seguendola idealmente nei secoli successivi alla sua costruzione, dalle possibili contaminazioni manieriste, fino ad arrivare agli esuberanti stilemi decorativi e teatrali del barocco.


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Attraverso l’uso di stampe e rendering 3D estremamente elaborati, l’artista costruisce dei modellini che riproducono in scala ridotta il Tempietto - Sepolcro Rucellai con leggere correzioni manieriste I-IV – con delle aggiunte decorative come nicchie, colonne o altre aperture. Le modifiche allo stile originale diventano invece più radicali nelle due strutture gemelle più grandi, dal titolo Il Sepolcro Rucellai come base per una costruzione manierista su larga scala I – II, che andranno a occupare l’intera parte finale della cripta del Museo. L’operazione manierista di Bronstein, suggerita già dal titolo della mostra, identifica quindi l’opera di Alberti come modello, ne opera una progressiva e personale decostruzione, e alterandone lo stile e le proporzioni armoniche genera delle strutture ibride e anacronistiche.

In forte contrasto con l’estetica contemporanea delle stampe 3D, i disegni dell’artista, e le loro magnifiche cornici antiche, sono realizzati con uno stile classico e molto raffinato. Il Tempietto è rappresentato come un’icona popolare in Festeggiamenti in Piazza San Firenze. Trasformato in un carro festivo viene infatti trasportato in parata per le strade di Firenze insieme ad altri carri barocchi diventando un elemento teatrale e pubblico, perdendo del tutto il contesto originario per cui era stato commissionato. Nel disegno di grande formato, Monumento funerario del XVII secolo con incorporati resti di un Sepolcro rinascimentale, l’artista immagina invece che il Tempietto Rucellai sia stato frazionato e trasportato a Roma per essere incorporato in un grande monumento funebre appartenente a un’altra famiglia. Il nuovo monumento, costruito in stile barocco, si contrappone a tutti i canoni stilistici di armonia e rigore geometrico dell’architettura albertiana. Nella serie di disegni più piccoli, Assemblaggi manieristi con frammenti di una struttura di Alberti, il Tempietto assume le forme più svariate: da una fontana da giardino fino ad un tempietto classico che ricorda l’Eretteo dell’Acropoli di Atene.


Una sezione della mostra sarà infine dedicata ad opere realizzate dall’artista negli ultimi anni, tra cui il video Origin of Sprezzatura (2010), in cui si fa riferimento al termine coniato nel ‘500 da Baldassarre Castiglione per indicare l’atteggiamento del cortigiano, e una selezione di disegni dell’artista, eseguiti tra il 2007 e il 2014, provenienti da importanti collezioni private italiane. Chiude il percorso espositivo Sepulchre with Dancer (2012), documentazione video di una performance nella quale la figura umana di un ballerino era chiamata a interpretare l’immobilità di un monumento funebre.


La mostra è realizzata con il supporto di OAC Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Galleria Franco Noero (Torino) e Herald St. (Londra). Si ringrazia inoltre per il sostegno Golden View Open Bar.


Pablo Bronstein è nato nel 1977 a Buenos Aires, Argentina, attualmente vive e lavora a Londra. La sua pratica artistica si basa in particolare sul disegno ma comprende anche la performance, il video e le installazioni.

Tra le sue recenti mostre personali: The Grand Tour: Pablo Bronstein and the Treasures of Chatsworth, Nottingham Contemporary, Nottingham, 2015; We live in Mannerist times, The Museum of Fine Arts, Houston, 2015; Pablo Bronstein: Enlightenment Discourse on The Origins of Architecture, REDCAT, Los Angeles, 2014; A is Building, B is Architecture, Centre d’Art Contemporain, Ginevra, 2013; Tate Live: Performance Room Commission, Tate Modern, Londra, 2012, Sketches for Regency Living, ICA, London, UK, 2011, Pablo Bronstein at the Met, The Metropolitan Museum of Art, New York, 2009.

Tra le sue ultime mostre collettive: SUPER SUPERSTUDIO, PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano, 2015; TATE: Performance Room screening - DO DISTURB, Palais de Tokyo, Parigi, 2015; History is Now: 7 Artists Take on Britain, Hayward Gallery, Londra, 2015; L’Année dernière à Marienbad, Kunsthalle Bremen, Bremen, 2015.